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Il gioco delle perle di vetro

hesse

 

HERMANN HESSE

 

"Il gioco delle perle di vetro"

 

1943

 

 

L'ultimo libro scritto da Hermann Hesse doveva, nelle intenzioni dell'autore, essere il suo capolavoro, e il risultato fu il complesso, splendido racconto della vita di Joseph Knecht in "Il gioco delle perle di vetro" ("Das Glasperlenspiel"), iniziato nel 1931, la cui stesura richiese 10 anni. Il libro non fu pubblicato nella Germania nazista ma in Svizzera, nel 1943, e contribuì ad accrescere il valore e la fama dello scrittore, fino al riconoscimento del premio Nobel per la letteratura nel 1946. 

Il romanzo è ambientato nell'anno 2200 nell' utopistica Provincia Pedagogica di Castalia, dove pensatori, artisti e scienziati vivono in isolamento per recuperare e coltivare le idee e i valori fondamentali dell'umanità, distrutti da un lungo periodo di guerre e di oscurantismo morale e culturale; è chiaro il riferimento al nefasto periodo del nazismo ma non solo, poichè Hesse fa intendere con chiarezza la sua avversione per tutte le guerre e le forme di violenza che hanno contraddistinto l'era precedente. La degenerazione culturale e morale è però iniziata molto prima, nel 1700, secolo in cui prevalsero la teologia, la civiltà ecclesiastica e la filosofia dell'Illuminismo; al contrario, nella civiltà della Castalia sono fondamento la Matematica e la Musica, con cui il pensiero raggiunge l'equilibrio, l'ordine, l'armonia tra cielo e terra per creare, nel momento più alto, il Gioco delle perle di vetro; di questo gioco non vengono spiegate con esattezza le regole, ma il lettore ne intuisce il fascino misterioso, la bellezza  trascendente, l'assoluta perfezione che rimanda ad un ideale da raggiungere come meta ultima della ricerca spirituale. 
Il gioco delle perle di vetro, ispirato ad un antico gioco cinese, è "un simbolo dell'armonia, dell'unità che governa la molteplicità", è l'apice dell'esistenza contemplativa e ascetica della Castalia, contrapposta al flusso della vita reale, con tutto il suo carico di incertezze e sofferenze, da cui la Castalia è  isolata dalla cerchia protettiva delle sue mura; ma queste non basteranno a tenere Joseph Knecht al sicuro, lontano da quell'intensa vita reale della quale vuole far parte per sentirsi intero, completo; così Joseph lascerà il sogno platonico di Castalia per inoltrarsi nel nuovo cammino.
Superate le difficoltà iniziali dovute alla complessità del racconto e del linguaggio, le pagine del romanzo si leggono con stupore e commozione, quasi con riverenza; ogni pagina offre pensieri, turbamenti, parole scelte con cura rigorosa, che affascinano, suscitano dubbi, domande, voglia di scavare dentro noi stessi. Senza il supporto e la consolazione di alcuna fede religiosa, l'uomo affronta il difficile cammino della ricerca interiore, forte del proprio pensiero e dell' energia intellettuale e creativa di cui è padrone; non sa dove il cammino può portarlo, ma l'importante, l'essenziale è intraprenderlo. Come scrive Hesse: "Ogni inizio contiene una magia, che ci protegge e ci aiuta a vivere"; così avviene con questo libro, cominciare a leggerlo è l'inizio di una indimenticabile magia.
A proposito del suo ultimo libro, Hermann Hesse scrisse : "A dispetto del presente e del suo ghigno beffardo (il riferimento è alla Germania nazista, ndr), dovevo rendere esistente e indistruttibile il regno dello spirito e dell'anima: così la mia opera è diventata utopia, e il funesto presente si è trasformato per magia in un passato ormai superato".
Eliana D'Angelo
 

Commenti  

 
0 #2 profile 2018-11-02 11:42
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0 #1 May 2012-05-11 13:18
Sai, è proprio un bel sito ;-)
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