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Lettera dell'UAAR al Tirreno
Giovedì 02 Settembre 2010 21:34

Giovedì 26 agosto Il Tirreno ha pubblicato una nostra lettera: "Enti religiosi, non pagano l'Ici ma non presentano il bilancio"

La pubblicazione su "Lettere e Opinioni" del 22 luglio scorso di una lettera dell’Uaar di Pisa “Quei soldi per le materne non li spenderei così”, spinge noi dell’Uaar di Livorno a intervenire in un dibattito relativo al pagamento ICI da parte di istituti religiosi livornesi. Alla fine di marzo i giornali locali si sono occupati della controversia fra il Comune e due istituti della città gestiti da suore, a proposito dell’ICI. Ha iniziato il Corriere pubblicando l’accorato appello a non far chiudere la scuola Santo Spirito “oggetto di una richiesta di un pagamento così ingente legato alla tassa ICI arretrata del 2004". Hanno continuato i consiglieri PDL della circoscrizione 4, sottolineando “l’odio manifesto del Comune per tutto ciò che rappresenta la Chiesa Cattolica e il comportamento arrogante e vessatorio”. Il consigliere Capuozzo (UDC) con citazioni di leggi, commi e circolari si è detto sicuro delle ragioni delle suore. Il Tirreno ha ospitato una lunga e pacata replica del responsabile dell’ufficio entrate del Comune, Alessandro Parlanti.

Dato che a noi risulta che globalmente, in varie forme e misure, la somma devoluta alla Chiesa Cattolica dallo stato italiano si aggiri sui 10 miliardi annui, vorremmo sapere se anche l’esenzione dell’ICI livornese sia rientrata in questi 10 miliardi. La norma riconosce l’esenzione dell’ICI quando ricorrano contemporaneamente un requisito di carattere soggettivo (cioè che l’immobile sia utilizzato da un ente non commerciale quale è l’istituto religioso Santo Spirito o che non abbia per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali), e uno oggettivo (cioè che l’immobile sia destinato esclusivamente a attività assistenziali, sanitarie, didattiche ecc.). L’ente ha l’onere della prova, deve perlomeno mostrare un bilancio annuale in cui attivo e passivo si eguaglino. Da quanto emerge dalle dichiarazioni di Parlanti i due istituti religiosi non hanno portato prove documentali sufficienti, ma hanno accampato generiche motivazioni, (che fanno opere di bene, che offrono gratis il servizio educativo ad alcune famiglie, che la scuola è popolare, che accoglie alcuni handicappati, insomma che sono molto buoni e caritatevoli, cosa di cui non dubitiamo). Ma il bilancio? A quanto ammontano le rette? Quanti finanziamenti hanno da parte del Comune? A quanto ammonta l’utile e come viene impiegato? Infatti la circolare 26/1/2009, N2 /DF del Ministero delle Finanze, art. 6, lettera D, per l’esonero ICI per gli enti religiosi, prescrive la pubblicità del bilancio e prescrive che l’attività non debba chiudere con un risultato superiore al pareggio economico. Tuttavia trovare nel Web o da qualche altra parte i bilanci degli istituti religiosi livornesi è un’impresa ardua.

In conclusione ci domandiamo perché ci sia pochissima trasparenza sui bilanci degli enti religiosi e perché siano tenuti così riservati, pur ricevendo finanziamenti pubblici notevoli. Domandiamo anche al responsabile dell’ufficio entrate del Comune come è andato a finire la controversia. L’ICI, è stato pagato o no dagli enti religiosi?

Circolo Uaar di Livorno

 

Commenti  

 
0 #2 Vincenzo Moggia 2010-09-20 13:50
Salve, la lettera è stata pubblicata sul Tirreno del 26 agosto.
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0 #1 Pardo Fornaciari 2010-09-19 08:25
Ma è stata pubblicato o no?
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